Psicologia generale, Racconti

La Principessa Sissi

 “Fissa lo sguardo del tuo cane e tenta ancora di affermare che la bestia non ha un’anima” (V.Hugo)

 “Puoi dire qualsiasi stupidaggine a un cane, e lui ti restituirà uno sguardo che dice: Mio Dio, hai ragione! Io non ci sarei mai arrivato”. (Dave Barry)

“Un cane è un sorriso e una coda che si agita; tutto quello che c’è in mezzo non ha molta importanza”. (Clara Ortega)

Tlin…tlin…tlin…zuzup, zuzup, zuzup…

un campanellino, accompagnato da un morbido zampettio in punta di polpastrelli, ritmato dalle unghie che ticchettano sulle pietre del pavimento…

Sissi, la cagnolina nera e marrone della Locanda, si aggira discreta tra i locali dell’hotel, non disdegnando coccole e carezze da adulti e bambini…ma da animaletto ben educato qual è, non chiede, né accetta di mangiare alcunché, che non sia la sua pappa all’ora prestabilita.

Scodinzola felice e si accuccia volentieri accanto ora all’uno, ora all’altro cliente che si ferma a giocare con lei e la accarezza.

Non disturba mai e non l’ho mai sentita abbaiare…un’altra presenza discreta, ma importante di questo angolo di Paradiso.

I cani non capiscono? Eccome se capiscono!

Sa la chiami per nome, si gira prontamente: sa che ti stai rivolgendo proprio a lei; ma la cosa straordinaria è che quando le parli, rimane a fissarti negli occhi con uno sguardo che comprende e risponde.

L’altro giorno in piscina seguiva ogni mio spostamento: io nuotavo e lei correva da una parte all’altra della vasca, instancabile…sembrava il mio trainer personale e, ogni volta che mi fermavo a riposare appoggiandomi al bordo, mi raggiungeva e si accucciava di fronte a me, dicendomi con gli occhi furbetti: “Su, su, dai… puoi fare di meglio!”.

Quando mi siedo in veranda a lavorare al computer, Sissina si distende tranquilla, paciosamente sistemata sulla panca di fronte alla mia e mi tiene compagnia (…ma forse è in missione segreta e tiene d’occhio ogni mio movimento).

Salgo in camera e mi accompagna su per le scale, entra a fare un giretto di ispezione nella mia stanza annusando qua e là che tutto sia a posto, sosta qualche momento sotto il letto e poi, con espressione rassegnata, mi guarda ed esce dalla camera, rimanendo accucciata davanti alla porta.E’ difficile chiuderle la porta “sul muso”, perché continua a guardarmi dicendo: “Sei proprio un’ingrata,  dopo tutto quello che faccio per te”…

 Questa sera a cena, è venuta ad appoggiare le sue zampette sulle mie gambe…stava bella ritta sulle zampe posteriori e scodinzolava felice di avermi trovata…

uno sguardo qua, uno sguardo là…la curiosità è tanta, i clienti sono tutte persone molto interessanti; scende a terra, va a farsi un giretto tra i tavoli; ogni tanto si ferma ad annusare, soprattutto le persone nuove; poi torna per chiedere altre carezze; si volta di scatto, va a salutare la mia simpatica vicina di tavolo, torna da me, ritorna da lei…sembra dirci: “Ma la volete finire di chiacchierare voi due e mi date retta?”

E alla fine della cena, come consuetudine, ci scorta nelle nostre stanze augurandoci una buona notte!

 Beh, è proprio vero, non è bene umanizzare gli animali; ognuno al proprio posto, con la propria natura e le proprie funzioni…

ma ad un cane così non si può negare che manchi soltanto la parola!

Il mio Bobi

“No, Bobi!

Non ho voglia di andare a fare una passeggiata,

non mi sento in forma:

preferirei starmene seduto a chiacchierare

o starmene seduto a leggere,

o semplicemente starmene seduto.

Fa molto caldo:

c’è un sacco di polvere,

non penso davvero di poter…

beh, se fai quella faccia lì, devo.

Sei il mio cane?

No, sono io il tuo uomo!”

Robert Bell

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