Psicologia generale, Psicologia sociale, Racconti

Aroma di caffè 

“Divino caffè il cui gusto rimane tutto il giorno in bocca”  (Arthur Rimbaud)
 “Viaggiare è come sognare,
la differenza è che non tutti, al risveglio,
ricordano qualcosa,
mentre ognuno
conserva calda la memoria
della meta da cui è tornato” (Edgar Allan Poe)
Nella locanda di Renoir, il pranzo è stato consumato.
La cameriera, umile, a occhi bassi toglie le stoviglie, facendone una pila, sulla quale troneggiano due tazze, di generose dimensioni, che contenevano il caffè del fine pasto.
Il padrone del locale ascolta, attento, mentre toglie i tovaglioli, le parole dei due avventori che restano seduti, con il giornale davanti, nell’atto di commentare le notizie.
Gli occhi vivaci rivelano che le loro menti, corroborate dal caffè non saranno annebbiate dai postumi delle libagioni.
Il cagnolino accovacciato sembra sapere che la conversazione dei due amici durerà a lungo…

Severini raccontò attraverso il suo viaggio, il cammino artistico che lo portò dalla natìa Toscana a Parigi. L’opera si regge sulle dinamiche della memoria, che traduce in espressione figurativa l’emozione nostalgica del richiamo del passato. L’ambizione dell’autore è quella di “distruggere l’unità di tempo e di luogo nel soggetto” in un’immagine che renda l’idea di luoghi, volti e figure riunificati nello spazio della tela, così come lo sono nella memoria.

 

Il gusto ed il retrogusto del caffè

Le papille gustative ci danno informazioni relative ai quattro cardini del gusto: acido, amaro, dolce e salato. Assaporando un buon caffè si può notare un certo equilibrio di questi sapori tenendo presente, però, che sarà sempre caratterizzato da una lieve nota amara (dato che il caffè è un prodotto di tostatura) e che, auspicabilmente, non sarà salato: alcuni caffè regalano prevalenza di note dolci, altri hanno una lieve acidità come di frutta o fiori: come ogni essere umano, ogni caffè ha la sua personalità.
Una menzione particolare merita il retrogusto o, per essere più corretti, la sensazione retrolfattiva: si tratta dell’olfazione indiretta che avviene dopo aver deglutito il sorso; in questa fase specifica è possibile valutare la finezza, l’eleganza e la persistenza del caffè appena assaporato.
La persistenza gustativa si può considerare un aspetto “orizzontale” dell’analisi sensoriale, dovuto ad una maggiore o minore permanenza delle sensazioni saporifere e tattili, ma soprattutto delle sensazioni retronasali olfattive dovute alle componenti odorose del caffè stesso.

Sono un’appassionata di caffè (nel mio sangue scorre una buona dose di “napoletanità”  di provenienza paterna), ma nessuno mai, mi aveva presentato dopo cena la “carta dei caffè”: una mappa con dichiarazione della provenienza e la descrizione accurata delle caratteristiche organolettiche e gustative di ciascun tipo di caffè. Sono rimasta estasiata e posso assicurare che la scelta non è stata facile.

Ho deciso per un *Washed Jumbo/Uganda Caffè, di qualità Robusta lavato (quasi tutti i giorni in piscina…). Nei suoi confronti si deve tenere un approccio attento alle sensazioni immediate che offre al palato, indiscutibilmente di sapore intenso, corposo e ricco, così come risulta stampato nelle nostre memorie, dando un senso pieno di soddisfazione di gusto per tutto il palato. La percezione fibroso-terrosa, non aggressiva alla fine della degustazione, non deve lasciare interdetto l’intenditore: trattasi della sua natura di Robusta Africano che emerge e come tale va accettato.

Anch’io ho stilato la mia personale “mappa del caffè” della Locanda, ma l’ho fatto alla mia maniera:

Ercole (il proprietario – “di tutto un po’”) *Mokha Matari/Yemen Caffè di qualità Arabica naturale. Aroma delicato con tipico sentore selvatico-vinoso, lievemente cioccolatoso. Ha un gusto esotico, con una tipica punta come di “selvatico”. Nel retro-olfatto permane delicato, mentre svaniscono le diverse percezioni selvatiche ed emerge una lieve positiva amarezza.

Roberta (la mogie, in cucina): *Elite/Evan Caffè una miscela di pregiati caffè originari. Aromaticità con ampio e composito bouquet di profumi con predominanza di sentori di pan-tostato e cioccolato. Sapori ben strutturati: ha tratti gustativi compositi dovuti al particolare tipo di miscela. Corposità molto buona. Retrogusto delicato e persistente, lascia al palato l’immediato desiderio di assunzione di una seconda  tazzina (si farebbe il bis di ogni piatto, di ogni tipo di pane fatto dalle esperte mani di Roberta, delle sue marmellate, sughi, paste, dolci, biscotti…). In questo caso, più che di retrogusto, si parla di gusto sopraffino che permane dal mattino a colazione, fino a tarda sera dopo cena.

Emanuele (alla reception e non solo…): *Antigua Pastores/Guatemala Caffè di qualità Arabica lavato. Caratteristiche sensoriali. Aroma soave che ricorda il buon caramello, con predominanza di mandorla. Al palato ricalca le positive percezioni olfattive. Il corpo è pieno, l’acidità alta, ma bilanciata. Il gusto è apprezzato per le sue particolari note. Percezioni post-gustative particolarmente fini, con rotondità sensoriale senza eccessive predominanze.

Caterina (alle camere): *Alto Grande/Portorico Caffè di qualità Arabica lavato. Buon aroma. Bouquet di ampio ventaglio olfattivo: fiori freschi, cacao e tabacco (generi di conforto quali biscotti, caramelle, bottiglia d’acqua, non mancavano mai in camera). Prodotto particolare, ha gusto prevalentemente dolce e di elevata qualità. Il corpo, molto buono, è un po’ leggero, mentre la finezza acidula permane a lungo. Particolarmente equilibrato, nel retro-olfatto si percepiscono percezioni uniche.

Sissi (la cagnolina): *Elite Dek/Evan Caffè trattasi della miscela Elite decaffeinata a vapore acqueo e con sostanze naturali, per poter mantenere inalterati i sapori e gli aromi del prodotto (famigliarizza con tutti, ma Roberta ne rimane la sola, unica ed indiscussa padrona).

La mattina della partenza dalla Locanda aprendo la porta della mia stanza per portare giù la valigia pronta per il ritorno a casa, mi ha assalita un profumo forte ed invitante di caffè appena fatto, che proveniva dalla sala della colazione: il parallelo viaggio-vacanza-caffè-ritorno, mi è venuto spontaneo.

Un viaggio non si può definire bello se al proprio ritorno non lascia un retrogusto persistente di ciò che si è vissuto, dei luoghi che si sono visitati e delle persone che si sono incontrate. Posso affermare con assoluta certezza, a meno di una settimana dal mio ritorno a casa, che il retrogusto della Locanda Senio, di coloro che la gestiscono, degli ospiti che ho incontrato e con i quali ho stretto amicizia e del ridente paesino di Palazzolo sul Senio è decisamente forte, gradevole e con un alto grado di persistenza.

Come diceva Coelho, nel suo libro Il Cammino di SantiagoNon è importante la meta, ma il cammino”.

Io aggiungo che, terminato il cammino e raggiunta la meta, quello che fa la differenza è ciò che ti porti a casa: non sono le fotografie, non sono i souvenirs, non sono le cartoline; sono i ricordi che restano nel cuore, sono le emozioni, i profumi, i rumori, i sapori che ti riportano là, ogni volta che ci torni con il pensiero.

In me sono forti e chiare, frammiste ad una grande nostalgia e voglia di ritornare.
La Locanda Senio di Ercole e Roberta Lega
n. b. * le informazioni sui tipi di caffè sono state estrapolate dal sito della ditta Evan di Ravenna http://www.evancaffe.it/home.html
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